PICCOLA GUIDA DEL PERFETTO LETTORE

Categoria: Parrocchiali Pubblicato: Martedì, 20 Settembre 2016

lettore Incontro di formazione del 21/09/2016

La tua funzione è importante, ma non impressionarti: comincia a fare del tuo meglio, il resto verrà poco alla volta…

Tu sei al servizio della Parola di Dio

• Perché la scrittura che leggi diventi Parola di Dio per tutti, bisogna che sia anzitutto Parola per te.
• Prendi cinque minuti per prepararla, per nutrirtene: ne vale la pena.
• L’importante, in una parola, è colui che parla.
• Tu leggi: con la tua voce è Dio che parla oggi; che tutto, in te, lo faccia sentire.
• Una parola vera, accolta, suscita il dialogo: leggi in modo da destare il desiderio di rispondere a Dio.
• Il lettore si avvicini al presbiterio passando dal centro dell'altare e, dopo l'inchino al tabernacolo, si diriga all'ambone.
• Prima di iniziare la proclamazione è bene attendere sempre che l'assemblea sia seduta in atteggiamento di ascolto.

Tu sei al servizio dell’assemblea

• Perché il libro delle Scritture diventi Parola, dà importanza al libro, fallo “esistere”.
• Sta fermo sui piedi, il corpo diritto senza rigidità, le mani sull’ambone, ti sentirai a tuo agio.
• Respira bene, dà aria alla Parola: faciliterai un ascolto disteso, orante.
• Aspetta che tutti siano seduti, in silenzio, attenti.
• Soltanto dopo prendi contatto con loro e comincia: leggi il titolo / / prosegui.
• Un oratore guarda il pubblico, tenendo d’occhio i suoi fogli; tu, lettore, guarda la Scrittura che devi proclamare ai fratelli.
• Non tenere un occhio sul libro e uno sugli ascoltatori.
• Attenzione! I tuoi occhi sono più veloci delle orecchie degli uditori: parla alla velocità delle loro orecchie, delle orecchie del loro cuore…
• Precedi (è facile) le parole che essi rischiano di non capire: sforzati di pronunciarle bene.
• Non rivolgerti a quelli delle prime file: pensa anzitutto a quelli che stanno in fondo alla chiesa.
• Se fai uno sbaglio, resta calmo e disteso, e riprendi la lettura. Può capitare a tutti: l’assemblea lo sa!

Tu sei al servizio del testo

• Prima di leggerlo, guarda come è costruito; cerca le espressioni o le parole importanti.
• Le letture devono essere lette dal lezionario posto sull'ambone evitando l'uso del foglietto (controllare prima dell'inizio della celebrazione le letture).
• Un testo è come un paesaggio: costituisce un insieme; non spezzettarlo, fanne sentire l’unità, comunicane la poesia.
• Occorre evitare di leggere le note scritte in rosso (esempio: "Prima Lettura", "Salmo Responsoriale", …).
• Dopo aver proclamato il "titolo" del brano ("Dagli Atti degli Apostoli") fare una breve pausa.
• Al termine della lettura, bisogna far risaltare la frase "Parola di Dio", facendola precedere da una breve pausa.
• Tu vedi i segni di punteggiatura, i tuoi uditori non li vedono: tocca a te farli sentire.
• Un racconto, un testo meditativo, un inno trionfale, la preghiera di un salmo: esigono un tono diverso, un’andatura diversa. Lo scoprirai da solo se ne hai interiorizzato il contenuto (lettura e salmo non sono la stessa cosa: cambiare persona… o cambiare tono).

Alcuni accorgimenti

• Attenzione alla cantilena (come si fa spesso con i bambini)! La tua voce non deve variare molto di altezza, dev’essere quasi rettilinea (niente “teatro”).
• Vedi un inciso, una parentesi: falla sentire cambiando leggermente il tono della voce.
• Non gridare: ar-ti-co-la!
• Dà rilievo all’accento tonico della parola: “Fratèlli, siate sèmpre lièti”, ma senza esagerare.
• Le consonanti sono lo scheletro: devono essere ben scandite (senza durezza). Le vocali danno la carne: devono essere rilevate (non trascinate).
• Attenzione alle vocali vicine: “Chi odo?” – Non “Chiodo?”.
• Fermati sempre davanti al primo termine di una enumerazione: “Versato/ per voi e per tutti”).
• Fa sentire l’interrogazione sulla parola giusta: (Chi accuserà gli amici di Dio? – Sei tu che lo dici?),
• Non lasciare cadere la fine di una frase: sostieni la tua voce.
• Per far intuire la fine del brano, rallenta le ultime parole.

Se c’è un microfono

• Ricorda che non diminuisce i tuoi difetti: li amplifica.
• Prima di iniziare la proclamazione è importante regolare la posizione del microfono perché questo sia in prossimità della bocca, evitando di stare chinati sul libro.
• Ricorda che porta la tua voce in tutta la chiesa con la sua potenza… o la sua debolezza.
• Sappi regolarlo (con calma) secondo la tua statura, la tua voce, la tua distanza.
• Quando devi spostarlo o manipolarlo, chiudilo.
• Fa’ una prova: sonorità, acustica, cambiano da una chiesa all’altra.
• Chi ha in mano il microfono non deve far sparire il canto dell’assemblea. Deve aiutare a cantare, non far sentire solo la sua voce.

(da “MANUALE DEL LETTORE” di Claude Duchesneau – Ciro Imparato)

 

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