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Momento di riflessione e di testimonianza
- 25 gennaio 2009 -
Ad un mese dalla chiusura del tempio di Santa Barbara
per il crollo di un frammento decorativo (25 dicembre 2008)

           
 
Carissimi,
è trascorso un mese esatto dal drammatico evento accaduto nella chiesa della nostra Patrona al termine dell’ultima Messa del giorno di Natale. In verità il 25 dicembre 2008 non potrà mai essere cancellato dalla memoria di quanti si trovavano all’interno o sul sagrato del tempio barbarino. Ma l’evento non sarà cancellato neanche dal cuore di chiunque sia venuto anche solo a conoscenza delle concomitanze che lo hanno segnato caratterizzandolo come un fatto prodigioso.

Dunque questa nostra riunione è un’ulteriore occasione per dire “grazie”.
Questo “grazie” abbiamo voluto fissarlo, almeno provvisoriamente, su un pannello disposto a copertura di una delle due porte del tempio votivo le cui decorazioni cantano la protezione di santa Barbara sulla nostra città. Sarà per noi un richiamo costante alla riflessione e alla preghiera. Costituirà altresì un’occasione per ricordarci che anche oggi, tra tanti mali che ci affliggono come persone, come famiglie e come comunità civile ed ecclesiale, la nostra Santa patrona non manca di fare sentire la sua presenza rassicurante, incoraggiandoci a continuare a portare le nostre croci dietro a Gesù come ha fatto lei.

Questa riflessione sarà anche condotta in seno alla commissione che si riunirà al più presto per raccogliere le tante testimonianze che in questo mese mi sono pervenute. Lo scopo di questa iniziativa non vuole essere quello di trasformare il giorno di Natale in un’altra festa del patrocinio di S. Barbara. Sentiamo invece la responsabilità per noi stessi e per le future generazioni di non rimanere ciechi e sordi davanti a questo segno che Gesù bambino ha voluto concederci per la preghiera di Santa Barbara.

Un segno celeste, infatti, oltre a ricordarci come il Vangelo di questa domenica (III ordin/B) che è vicino a noi il regno di Dio è anche un invito forte a rinnovarci spiritualmente. Un segno non è ancora la risoluzione dei problemi degli uomini… non è ancora il Paradiso. Quando Gesù guariva un malato o liberava un indemoniato, quanti altri malati e bisognosi erano presenti sulla faccia della terra?
Quel segno però, anche se non si sarebbe mai ripetuto per loro, assumeva una carica di consolazione per i loro cuori e di incoraggiamento a irradiare sulla propria sofferenza una luce di speranza orientando lo sguardo sulla meta del santo paradiso. Per i peccatori, ieri come oggi, il segno assume la valenza di un forte richiamo alla conversione da certi orientamenti della propria vita che non rivelano la dignità di figlio a cui Dio chiama ogni uomo. È il caso che a questo punto io chieda, prima di tutto a me e poi a tutti voi: “Quali frutti spirituali ha lasciato in noi un tale segno di vicinanza della nostra patrona per la nostra parrocchia e per la città?”.
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Carissimi, portandoci nel cuore questo messaggio vogliamo anche tenere presente che siamo qui per una testimonianza di amore verso questo amato tempio di santa Barbara.
Certamente proviamo tutti una grande tristezza e un senso di smarrimento quando, passando davanti alla nostra chiesa chiusa dobbiamo anche costatare, specialmente di sera come il clima di isolamento che caratterizza per gran parte dell’anno la nostra bella collina storica, sembri estendersi gradualmente ma inesorabilmente avvolgendo in una triste e cupa caligine tutto ciò che caratterizza il bagaglio storico e culturale di questa bella e degna città.

In questo periodo, molte persone si domandano quanto lungo potrà essere il tempo di attesa che ci separa dal giorno in cui riprenderemo pieno possesso della nostra chiesa patronale.
Se lo chiedono i membri di questa numerosa e vivace comunità parrocchiale che continuano uniti il loro cammino nonostante le obiettive difficoltà logistiche.
Se lo chiedono molti giovani fidanzati che sognano da sempre il giorno del loro matrimonio nella cornice di questo tempio.
Ma sono tutti i paternesi, che si pongono la domanda su quando potranno tornare a venerare le insigni reliquie e la prodigiosa immagine della propria patrona nel suo tempio e godere della straordinaria bellezza di questo importante monumento.

La macchina organizzativa si è messa in moto già all’indomani dell’intervento dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine con l’impegno istituzionale del Sindaco, l’apporto competente di organismi comunali idonei, di membri della comunità e con l’attenzione della Curia Arcivescovile.
Sono stati effettuati dei sopralluoghi sulle varie componenti della struttura al fine di avere dei primi elementi sui quali fondare una riflessione. Nel frattempo, dichiarata l’attuale inagibilità del tempio fino a quando siano state ricreate tutte le condizioni di sicurezza, sono state recapitate le lettere informative circa l’evento agli enti regionali competenti. Si attende ora di potere incontrare i responsabili di tali enti e di potere raccogliere da loro le disponibilità per l’attuazione di accertamenti accurati e di interventi appropriati sulla struttura ed eventualmente, sulle decorazioni che la arricchiscono.

E noi, cosa possiamo fare adesso?

Possiamo incoraggiare coloro che si stanno impegnando nel far procedere l’iter e sostenerli con la nostra preghiera.
Possiamo ricordare a tutti coloro che hanno responsabilità a beneficio della collettività che la chiesa di santa Barbara è una realtà voluta e da sempre sostenuta dalla città e che sul suo destino a buon titolo possono sentirsi tutti coinvolti, senza distinzione.

Infine ci auguriamo che, così come la chiusura della chiesa santa Barbara sembra oggi essere un riflesso dei motivi di sofferenza che opprimono Paternò e addolorano tanti suoi figli, la sua riapertura, speriamo in tempi brevi, possa suscitare, significare e accompagnare un cammino di riscatto per l’impegno di tutti quegli uomini e donne di buona volontà che si sforzano di rendere più bella, più giusta, e più santa la città di cui Barbara detiene le chiavi.

Padre Alfio Giovanni Privitera.

   
 
   
   
             
       
             
 

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