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“Protegam
civitatem istam”
Cronaca della festa di santa Barbara 2009
Una frase del profeta Isaia, riportata nel cartiglio sottostante alla
finestra interessata al crollo del cornicione che ha provocato la chiusura
del tempio della santa Patrona, ha fatto da slogan alla festa di santa
Barbara 2009: “protegam civitatem istam” (Is 37,35). È
la frase che i nostri padri hanno scritto in un cartiglio della chiesa
di santa Barbara per esprimere la loro fiducia nella vigile protezione
che la vergine di Nicomedia ha più volte esercitato su Paternò.
Questo slogan ha risvegliato e rinsaldato il legame dei Paternesi con
la propria Patrona e ha conferito ai festeggiamenti di quest’anno
un carattere sobrio, ma dignitoso all’insegna del ringraziamento
e della lode al Signore che ci ha donato l’amorevole e potente
intercessione di santa Barbara.
È stata certamente una festa faticosa soprattutto per i disagi
logistici che hanno costretto i fedeli a spostarsi da una chiesa all’altra
e i collaboratori a fare qualche sforzo in più nella realizzazione
del ricco programma religioso che, come ogni anno è stato approntato
ed eseguito.
Alle difficoltà di carattere logistico si sono aggiunte anche
le ristrettezze economiche del bilancio comunale che hanno inciso non
poco sulla realizzazione della festa esterna ispirando l’altro
motto della festa: “festa sobria, ma dignitosa” e con l’impegno,
da parte dell’amministrazione comunale, di devolvere le somme
risparmiate per il restauro della chiesa di santa Barbara.
Questi sono stati i motti e i principi che hanno ispirato l’edizione
2009 della festa, caratterizzata anche da iniziative straordinarie legate
alla situazione contingente.
Il programma religioso è cominciato il 3 novembre con la solenne
celebrazione del ricordo della dedicazione della chiesa parrocchiale;
una celebrazione solenne, ma pur sempre caratterizzata dalla nostalgia
di ritornare a più presto ad usufruire del tempio della santa
Patrona.
Il 18 novembre è cominciata la tradizionale quindicina di preparazione,
caratterizzata dalla straordinaria “peregrinatio reliquiae”
di santa Barbara che sono state portate i pellegrinaggio nelle varie
parrocchie della città, ove hanno sostato per un giorno intero.
Straordinaria è stata l’accoglienza delle varie comunità
che hanno anche contribuito economicamente alla sottoscrizione cittadina
che è stata lanciata al fine di raccogliere fondi per il restauro
della chiesa. Con grande sorpresa abbiamo constatato che all’iniziativa
hanno aderito anche vari comitati di quartiere, fedeli singoli ed altre
realtà ecclesiali e non.
Conclusa la quindicina è cominciato il solenne triduo di preparazione
che si è tenuto nella chiesa di san Domenico, ma fino a quel
momento non giungevano notizie positive circa la copertura finanziaria
della festa esterna che già era ridotta e adesso rischiava di
saltare a causa della mancata approvazione della variazione di bilancio
che il consiglio comunale doveva fare per integrare le spese previste
nel programma dei festeggiamenti.
Ci sono stati momenti di amarezza e di frenetica attività che
poi si sono risolti in una corsa contro il tempo per salvare in exstremis
la festa. Si è auspicato che per il futuro non accadano più
fatti del genere e che si onori il lavoro e la fatica del comitato organizzativo
della festa con una tempistica più puntuale e con le dovute coperture
finanziarie certe fin dal momento in cui si stila il programma della
festa.
Le peripezie di questa edizione della festa non sono ancora finite.
Arriva il 4 dicembre mattina e Paternò si sveglia ancora coperta
da montagne di rifiuti a causa dello sciopero dei netturbini dipendenti
dall’ATO 3 che protestavano per il mancato pagamento degli stipendi.
Il fercolo con il simulacro della santa ha cominciato la sua marcia
tra montagne di rifiuti. Questo fatto ha caricato la festa di tensioni
sociali che hanno creato certamente disagi allo svolgimento e all’immagine
della festa, ma nello stesso tempo hanno fatto riflettere tutti sul
fatto che non si può rendere culto a Dio e ai santi ignorando
situazioni di ingiustizia sociale che ci riguardano tutti. Arrivati
all’altezza dell’ex carcere borbonico, si è pregato
per le famiglie che in quel momento vivevano il dramma della mancanza
del dignitoso sostentamento, ma nello stesso tempo si è auspicato
che nel futuro nessuno più “strumentalizzi” la festa
di santa Barbara, fosse anche per giuste istanze che si possono presentare
anche in altri momenti e con maggiore efficacia.
Finalmente arriva il 5 dicembre che, con il suo fitto programma, si
è rivelato il giorno più bello della festa. La mattinata
è cominciata con il solenne trasferimento del simulacro di santa
Barbara alla chiesa Matrice, ove si è svolto il solenne pontificale
presieduto dall’arcivescovo di Catania, sua Ecc.za Rev. ma mons.
Salvatore Gristina.
Con grande commozione, poi, il simulacro della santa Partrona è
stato ritrasferito nella sua chiesa.
Altri momenti emozionanti sono stati gli ingressi trionfali del fercolo
a piazza Indipendenza e a piazza santa Barbara gremite di fedeli, i
quali, visto l’apprezzato ragionevole orario di rientro della
santa, l’hanno aspettata ed accompagnata fino alla sua reposizione
nella cameretta, evento che i fedeli hanno potuto seguire grazie alle
immagini proiettate su uno schermo gigante appositamente predisposto
per assistere alle operazioni di reposizione del simulacro.
Anche l’ottavario è stato denso di iniziative a carattere
religioso che si sono concluse con la solenne celebrazione dell’ottava,
la quale si è svolta come una giornata vissuta in compagnia di
santa Barbara che i fedeli hanno potuto ammirare da vicino. La mattina,
dopo la svelata del simulacro, si è provveduto a trasferirlo
in processione nella chiesa di san Domenico, ove si sono tenute le celebrazioni
della giornata. La sera, dopo la solenne celebrazione eucaristica, il
simulacro è stato ritrasferito nella sua chiesa accompagnato
da una folla di fedeli, i quali, dopo aver ricevuto la benedizione con
le reliquie su di loro e su tutta la città, hanno acclamato alla
Patrona, che nel frattempo veniva riposta nella sua cameretta, con il
grido commosso “W santa Barbara”.
Paternò 13/12/2009
Don Salvatore Magrì
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